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Festa della Costituzione- Parma 23-24 settembre

Argomento: appuntamenti






Carissimi,

allego la locandina con il programma per il 23 e 24 settembre pregandovi di darne la massima diffusione.

Di seguito anche l'evento FB, diffondete ed invitate i vostri amici

https://www.facebook.com/events/660259754131672/


Ringrazio Mario per la bellissima locandina e per l'evento FB.

Ricordo a tutti che sia il venerdi che il sabato è prevista una cena a buffet , visto che la festa si svolgerà dalle 17/18 sino alle 23/24

Chi ha intenzione di fermarsi si prenoti, perchè dobbiamo comunicare a chi ci preparerà i pasti il numero di persone.

Non essendo più alla Fattoria dobbiamo concordare un nuovo menu ed un nuovo prezzo che sarà comunque contenuto. Lo comunicheremo appena possibile.

Intanto PRENOTATEVI e CHIEDO ANCORA A TUTTI DI DIFFOBNDERE DOBBIAMO ESSERE IN TANTI

Per prenotare: email mariaricciardig@tiscali.it cell:3398097735

Ciao
Maria


Pubblicato Sabato 17 Settembre 2016 - 10:20 (letto 74 volte)
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Sen. Pagliari, vuole venire anche nelle nostre scuole all'inaugurazione del primo giorno di scuola?

Argomento: UltimissimeEsimio Sen. Pagliari,

    avendo notato la Sua presenza all'inaugurazione dell'anno scolastico della Scuola Europea, nell'articolo pubblicato l'8 settembre dalla Gazzetta di Parma,
    Le rivolgo un invito:
    Perchè Lei e, se vuole, i suoi colleghi parlamentari PD, non fate un salto nelle scuole pubbliche statali di Parma, il primo giorno di scuola, o anche nei giorni successivi?

    Venite e verificate l'attuazione e le problematiche provocate dalla L.107/15 nelle scuole pubbliche statali.
    Per una volta, non ascoltate solo i giornali e le TV (paraltro pieni zeppi di articoli che già basterebbero a capire), ma verificate di persona, nel vostro "territorio elettorale" se ciò che dicevamo, mettendovi in guardia sugli errori contenuti nel testo frettolosamente approvato con voto di fiducia in Parlamento, era vero oppure no.

    Poi, se vorrete, dopo aver opportunamente ascoltato, rispondete.
    Sarebbe un servizio alla verità, per una volta.

    In attesa della Sua conferma per una visita di "ascolto"
    Porgo distinti saluti
    Giordano Mancastroppa
    maestro elementare









Pubblicato Martedi 13 Settembre 2016 - 17:36 (letto 16 volte)
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Da che parte sta la Cisl?

Argomento: news

Da che parte sta la Cisl?

 

Stimato Federico Ghillani

Segretario generale Cisl Parma e Piacenza

 Ho letto il suo intervento sulla Gazzetta di Parma di domenica 4 settembre, che si conclude con la frase “abbiamo dunque ancora tanto lavoro da compiere nel prossimo autunno!”.

Chiedo: tra i lavori da compiere da parte della CISL c’è anche l’appoggio al governo e al partito di governo per far sì che il SI vinca il referendum confermativo costituzionale?

Sarebbe coerente, come posizione, dopo aver contribuito in modo molto significativo (insieme a PD e Coldiretti) alla raccolte delle firme per il SI.

Sarebbe coerente che la CISL gridasse forte e chiara la propria posizione, insieme a Confindustria, al governo e a tanta parte della stampa e dei mezzi di informazione.

Spiegando le proprie ragioni, in modo chiaro e pubblico.

Non da fiancheggiatori occulti. Centri di raccolta firme.

Spiegando chiaramente ai cittadini ed ai lavoratori italiani e di Parma perché la proposta di modifica Costituzionale sia ritenuta da questo sindacato legittima, opportuna, fonte di maggiore democrazia e di crescita economica.

 
Intanto che spiegherete queste ragioni, spiegherete anche, mi auguro, le ragioni del mancato appoggio ad un’altra campagna referendaria: quella sui quesiti abrogativi di punti controversi della L.107/2015.

Tutti coloro che vivono la scuola hanno sotto gli occhi lo sfacelo provocato dalla chiamata diretta dei docenti, dall’introduzione del bonus premiale discrezionale, dal clima di sempre maggiore autoritarismo instaurato dai Dirigenti Scolastici, allergici ad ogni forma di collegialità e democrazia, di imparzialità. Dall’impoverimento dei lavoratori, lasciati da anni, in modo illegittimo, senza un adeguamento del proprio salario. Dall’impoverimento delle risorse reali della scuola (vedi fondo d’istituto, finanziamenti, ecc.). Dalla presa in giro dell’organico di potenziamento (a parole maggiore risorsa per progetti e didattica , nelle realtà strumento per fare supplenze, agli stessi costi, se non inferiori, di prima).

Credo sarebbe giusto che la CISL spiegasse la propria posizione, a chi vorrà ancora ascoltarla e la riterrà seria e credibile.

 Per quanto mi riguarda, buon cammino con il governo di turno.

Giordano Mancastroppa

Maestro Elementare



Caro collega,
se, come affermi nella tua, hai letto con attenzione quanto scrivevo alla Gazzetta, avrai notato che la questione del referendum costituzionale non figurava negli obiettivi prioritari dell’azione sindacale della CISL dei prossimi mesi e, una conoscenza anche minima dell’organizzazione e del suo statuto fondativo, ti porterebbe a capire che non potrebbe essere diversamente data la sua totale autonomia rispetto ai partiti politici.

Ciò tuttavia non impedisce che, come ogni associazione che vuole stare con responsabilità dalla parte del bene comune, come è avvenuto pubblicamente lo scorso 12 luglio a Roma, e come avverrà prossimamente anche a Bologna e nei nostri territori, la CISL non si occupi anche di promuovere un serio e libero confronto sui contenuti di questa iniziativa che ci chiamerà come cittadini a decidere se confermare o meno le modifiche che il referendum propone, e ciò sentendo sempre le due campane (a Roma a confronto c’erano nientemeno che Calderoli e la Serracchiani).

Da almeno 10 anni poi, molto prima quindi della nascita di questo governo, proprio la CISL è andata facendo varie proposte in relazione ad alcuni degli obiettivi che la riforma costituzionale potrebbe ora conseguire, obiettivi che ha sempre valutato utili per il paese e per il miglioramento delle opportunità per il mondo del lavoro. La modifica proposta dell’ordinamento istituzionale potrà infatti avere riflessi positivi sulla capacità di governo del Paese, per dare risposte adeguate a chi vuole vivere, lavorare e investire in Italia, e anche sulla capacità di creare l’auspicato sviluppo necessario per poter uscire dalle secche di una fase particolarmente complicata. Elementi, infatti, come riduzione dei costi della politica, snellimento dell’iter delle leggi, superamento dei conflitti istituzionali derivati dal titolo V, riduzione dei livelli di articolazione della struttura statale, l'introduzione di forme partecipative di democrazia economica, solo per citarne alcuni, fanno parte di queste proposte che non abbiamo mai smesso di fare a tutte le forze politiche, convinti del riflesso positivo che tali cambiamenti, attesi da tempo, possono avere sulla nostra economia e sul lavoro, cose di cui ammetterai ci occupiamo con pieno diritto.

La CISL, tuttavia non ha fatto come altre organizzazioni che, pur legittimamente, si sono spinte fino a dare indicazioni di voto, ma si è invece posta anzitutto l’obiettivo di aprire un dibattito serio tra i propri iscritti e i cittadini, per evitare che anche in questa occasione si decida su materie così importanti per il futuro del paese, influenzati solo da conventicole correntizie ideologicamente prevenute, senza invece approfondire almeno sinteticamente i contenuti che saranno sottoposti a referendum. E’ infatti chiaro a tutti che sulle modalità e soprattutto sui contenuti su cui saremo chiamati a esprimerci, il livello d’informazione non è adeguato, nonostante le chiacchiere mediatiche che a tutti i livelli non si risparmiano, ragione per cui non ci sentiamo di lasciare che una discussione così importante, relativa alla composizione a al funzionamento delle Istituzioni e quindi inerente il modello di Democrazia, possa ridursi ad un dibattito meramente partitico.

Come sindacato, abbiamo a cuore il futuro del Paese e soprattutto, crediamo in una Democrazia partecipativa, dove chi rappresentiamo, lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, siano, non solo consapevoli delle scelte da fare, ma come in tante occasioni passate anche traino, affinché questa consapevolezza sia diffusa, nella convinzione che ogni scelta di cambiamento debba essere assunta con cognizione di causa.

E’ la nostra responsabilità e libertà, infatti, che ci impone di discutere, confrontarci, riflettere, approfondire nel merito, diradando i vecchi fumi ideologici. Dopodiché a ognuno la propria scelta.

Circa poi le motivazioni della non adesione della CISL Scuola al referendum abrogativo della L. 107, legge sulla quale non ha certo espresso né continua ad esprimere pubblicamente giudizi benevoli, due le motivazioni fondamentali che ricordo: primo una valutazione di certo opinabile ma plausibile della assoluta incertezza circa il raggiungimento delle firme necessarie, con conseguente figuraccia di fronte all’opinione pubblica, secondo la consapevolezza che, essendo il referendum abrogativo votato non tanto solo dal personale della scuola quanto da tutta la cittadinanza, che non sembra oggi condividere le nostre valutazioni negative su aspetti fondamentali della legge, il rischio di insuccesso col conseguente effetto di “consacrazione” popolare della legge stessa senza possibilità di recupero, fosse assolutamente da evitare.
Per questo CISL Scuola ha preferito piuttosto avviare un serio contenzioso legale sugli aspetti più avversati della legge stessa, come ad esempio la questione del limite dei 36 mesi per i precari, l’esclusione del Bonus premiale dalla contrattazione, la cosiddetta chiamata diretta ed altri.

Federico Ghillani
Segretario Generale

CISL - Unione Sindacale Territoriale Parma e Piacenza
Via Lanfranco, 21/A 43126 Parma





Stimato segretario generale Cisl di Parma e Piacenza
(definirci colleghi credo sia irrispettoso per i rispettivi incarichi e stipendi)

in realtà sono una persona molto concreta, e quando faccio domande, vorrei risposte precise.
Forse non sono stato chiaro e le riformulo:

1) A me risulta (ma forse sono informazioni errate) che la CISL abbia contribuito in modo DIRETTO ed IMPORTANTE alla raccolta delle firme per la presentazione del referendum confermativo. referendum presentato da più di 500.000 cittadini e che ha permesso al Comitato per il Sì (di cui non capisco se la CISL fa parte) di ottenere un cospisco rimborso elettorale (previsto dalla legge).
E' vero?  E' vero a Parma?
Quante firme sono state raccolte in meno di due mesi a Parma con la vostra collaborazione?

2) Se fosse vero il punto precedente, si tratterebbe di molto di più di un tentativo di indicare ai cittadini il bisogno di approfondire il testo. Si tratterebbe di una scelta di campo ben precisa.
Leggendo i 3 volantini che Lei mi ha allegato, solo il primo parla genericamente di necessità di informarsi e scegliere in modo consapevole. Gli altri due contengono testi che evidenziano SOLO aspetti positivi delle Pseudo-Riforma, NON evidenziano nessun limite o pericolo, ed invitano implicitamente, senza scriverlo (ancora peggio, perchè c'è un motivo anche in questo) a votare SI', appoggiandola.
Legittimo farlo, basta dichiararlo. Perchè non farlo in modo esplicito, come le indicava il sig. Ghirarduzzi, citando in modo preciso gli interventi della Segretaria Nazionale Furlan?

3) Se per citare l'imparzialità della Cisl e la voglia di promuovere momenti di confronto qualificati e con par condicio cita un confronto tra CALDEROLI (sì CALDEROLI! il padre del Porcellum, abiurato nella culla) come rappresentante del NO e Serracchiani come rappresentante del Sì, allora ho qualche dubbio sulla Sua reale buona fede.
Crede che Calderoli rappresenti le ragioni del No del sottoscritto e di tutti coloro che credono e difendono i valori della Costituzione?
Forse ci rifletta meglio, la prossima volta, prima di fare esempi.
Se vuole un esempio qualificato di confronto, La invito invece a diffondere a tutti gli iscritti CISL di Parma il video (lo troverà certamente) del confronto svoltosi ieri sera tra il prof. Zagrebelsky e la sen. Finocchiaro a festaReggio.
Ero presente, come centinaia di cittadini preoccupati del processo politico in atto, e credo sia stata una lezione di cittadinanza e di democrazia indimenticabile!


www.radioradicale.it/scheda/485563/festareggio-2016-la-riforma-costituzionale
Le cito solo il finale, nel caso non avesse la pazienza di rivedersi tutto il filmato.
Alla domanda su quali sono le ragioni per votare NO, il prof. Zagrebelsky ha risposto che:
- basta leggere il testo, non i commenti o gli slogan, per farsi un'idea
- non avrebbe MAI voluto che il governo o il parlamento di turno avessero portato l'Italia ad una scelta divivisa. Sia che vinca il No, sia che vinca il Si, l'Italia è spaccata. E la Costituzione è la legge suprema, a garanzia di TUTTI, non di una parte.
- parafrasando lo slogan coniato da una ministra esperta in comunicazione, che ha invitato all'orgoglio di essere "padri e madri" della nuova Costituzione, il professore ha evidenziato la propria VERGOGNA nell'essere ricordato come padre o nonno di una Costituzione scritta a piene mani con il senatore Verdini.

Se a Lei tutto questo non crea problemi, buona campagna "informativa".

4) REFERENDUM SCUOLA: se prendo per buone le motivazioni che Lei ricorda sulla mancata partecipazione della CISL alla raccolta firme, superato lo stupore per ragioni di questo spessore, Le obietto alle ragioni da Lei scritte:

- una valutazione di certo opinabile ma plausibile della assoluta incertezza circa il raggiungimento delle firme necessarie, con conseguente figuraccia di fronte all’opinione pubblica 
non diventa molto più probabile se uno dei maggiori sindacati della scuola si astiene dalla raccolta e dalla campagna?
Se con le forze in campo siamo arrivati a 515.000 firme depositate in Cassazione, non avremmo raggiunto una quota molto più alta di firme (così da raggiungere la certezza al vaglio della Cassazione e al netto delle certificazioni) con il vostro supporto?


- secondo: la consapevolezza che, essendo il referendum abrogativo votato non tanto solo dal personale della scuola quanto da tutta la cittadinanza, che non sembra oggi condividere le nostre valutazioni negative su aspetti fondamentali della legge, il rischio di insuccesso col conseguente effetto di “consacrazione” popolare della legge stessa senza possibilità di recupero, fosse assolutamente da evitare.
La Coalizione Referendum Sociali è nata appunto con la consapevolezza che solo una coscienza e mobilitazione diffusa sui diritti avrebbe permesso il raggiungimento di un quorum ormai meta lontana per tutti i referendum abrogativi (a parte quelli sull'acqua e sul nucleare del 2102, che avevano sviluppato un senso diffuso di appartenenza e di interesse nella cittadinanza, salvo poi essere disattesi dalla politica, almeno per quanto riguarda i quesiti sull'acqua pubblica).
Nel 2107 si terranno i referendum sul Jobs Act promossi dalla CGIL, e una coalizione più allargata che rimetta al centro delle scelte politiche scuola, lavoro, ambiente, diritti e costituzione, secondo noi è quanto serve all'Italia, più che promesse di efficenza e sviluppo economico in caso di vittoria del SI'.

Ma legittimo da parte del suo sindacato fare scelte di PARTE.
Chiare e visibili.


Buon lavoro
Giordano Mancastroppa

1) sono e rimango con orgoglio docente della scuola secondaria, quindi mi sembra giusto dire collega; pur distaccato per il lavoro sindacale, vengo ancora regolarmente pagato dal Tesoro come dipendente del MIUR e percepisco dall'organizzazione solo una piccola indennità legata alla carica che ricopro.
2) la CISL di Parma e Piacenza non ha mai raccolto ne ha mai ospitato iniziative volte a raccogliere le firme per il referendum, a meno che qualcuno non faccia confusione con la raccolta firme da noi promossa per la legge di iniziativa popolare sul fisco dello scorso anno che abbiamo presentato in parlamento.
3) così come siamo abituati a riflettere prima di prendere decisioni, siamo anche abituati ad assumerci pubblicamente le responsabilità delle scelte che facciamo.

Federico Ghillani
Segretario Generale
Pubblicato Venerdi 09 Settembre 2016 - 15:43 (letto 63 volte)
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Ubriacature e scelte....su cui ripensare

Argomento: news





Pubblicato Lunedi 15 Agosto 2016 - 21:51 (letto 111 volte)
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Un Dirigente scolastico sul Bonus Merito- forse emerge qualche problema?

Argomento: newsInteressante leggere l'intervento del Dirigente Eramo sulla Gazzetta di Parma del 29 luglio.




A parte la retorica del merito e l'accusa di complicità nella conflittualità a coloro che "urlano a ogni minima riforma",
molti dei punti posti come elementi di critica ad un sistema introdotto frettolosamente ed in modo maldestro sono esattamente ciò che diciamo da quando questa legge è arrivata in fase di approvazione.
Interessante che anche qualche Dirigente scolastico lo segnali.
Ancora più interessante se i docenti, i genitori o gli studenti che hanno partecipato ai Comitati di Valutazione (e tutti coloro che li hanno eletti, con forte dibattito in alcuni casi, poco in altri) si chiedessero a cosa sia servito questo anno di "sperimentazione".
Che si facesse una bella valutazione oggettiva, e si tirassero le conclusioni, per il futuro, richiedendo fermamente una modifica della legge 107.

Se vado alla mia scuola, di cui sono membro "oppositivo" nel Comitato di Valutazione, mi chiedo quali linee adotterà, entro fine agosto, la Dirigente Reggente del Reggente  che è subentrata al Dirigente Reggente....
Da dove assumerà le informazioni, in piena estate e senza conoscere nessuno dei docenti, nel loro operato (a parte la Vicaria)?
Confermerà le linee di azione enunciate dal Dirigente Reggente nel Comitato di Valutazione?
Ossia:
    1. I criteri sono solo un riferimento per la sua azione valutativa, per nulla vincolanti.

    2. Non intende, come altre scuole stanno facendo, permettere e proporre la presentazione di “autocandidature” al bonus premiale, nè richiederà documentazione per accertare la realizzazione di singoli punti dei criteri da parte dei docenti. L’accertamento e l’individuazione avverrà per sua azione esclusiva, di cui non vuole chiarire le modalità di realizzazione.

    3. I criteri non possono essere vincolanti perchè è essenziale l’esercizio del potere discrezionale, proprio dell’azione dirigenziale.

    4. Le somme del bonus “merito” saranno significative e rivolte a pochi docenti (visto l’ammontare del fondo disponibile).

    5. L’aver soddisfatto criteri di merito approvati non significa l’automatico riconoscimento premiale da parte del Dirigente, nè il diritto al ricorso, nel caso il bonus premiale non venga assegnato.

    6. Il Dirigente deve rendere conto solo delle motivazioni per cui ha assegnato il bonus, non delle motivazioni per cui ne ha privato docenti che abbiano compiuto i criteri approvati dal Comitato di Valutazione.

    7. L’entità premiale sarà, secondo le intenzioni del Dirigente (è da verificare la legalità di tale affermazione ed intento) differenziata per docente e segreta.

    8. La premialità potrà toccare anche a figure che ricevono già compensi accessori perchè incaricati fiduciari (Vicaria, Referenti di Plesso, Funzioni Strumentali, ecc.) attraverso il FIS/MOF. Il bonus, secondo il Dirigente, premia la qualità, il FIS la quantità.



Per chi sta vivendo la "follia" dell'assegnazione agli ambiti territoriali (fase B e C dei neo-immessi in ruolo, ma nel futuro ciò toccherà tutti i docenti), c'è l'altro aspetto "nuovo" della L.107 che, per consentire potere di scelta ai Dirigenti scolastici, crea condizioni di assoluta discrezionalità e disfunzionalità.
Per chi è stato/a assegnato/a all'ambito territoriale 012 Emilia Romagna (che contiene, per esempio, 23 direzioni didattiche e istituti comprensivi e 14 istituti superiori, da Corniglio a Colorno, più tutta la città di Parma: http://www.istruzione.it/mobilita_personale_scuola/allegati/ambiti/EMR0000012.pdf)


ora si tratta di inserire curriculum, fare colloqui(?), esprimere opinioni e preferenze (?) ed attendere che qualche Dirigente Scolastico li accetti e li contratti nella propria scuola per tre anni.
E' un processo totalmente nuovo, in cui tanti passaggi sono completamente oscuri, non condivisi, conflittuali e fonti di ricorso (se ve ne sarà il tempo...).
E' un processo che ha alimentato addirittura la richiesta di parere dell'autorità Anti-corruzione, viste le possibili ombre oscure che si possono nascondere in un meccanismo così ambiguo e discrezionale.

Nessuna scuola, nè nessun Dirigente ha pobblicato criteri per la selezione dei curriculum e dei docenti, quindi le cselte saranno assolutamente discrezionali, e prive della possibilità di fornirne motivazione.
L'ordine con cui sceglieranno le scuole, come gestire i casi di scelte concomitanti da parte di Dirigenti, come assegnare i docenti "che nessuno vuole" sono alcuni dei punti problematici che sarà interessante valutare (con tutta la drammaticità delle loro conseguenze, nella vita dei docenti e nella funzionalità dell'anno scolastico per le classi).

Anche su questo punto dobbiamo aspettarci prese di coscienza "a posteriori" da parte dei Dirigenti Scolastici (e a ruota, dei/delle docenti)?

Giordano Mancastroppa
maestro elementare


Pubblicato Sabato 30 Luglio 2016 - 17:05 (letto 166 volte)
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Risposta alla lettera-opinione del Dirigente Eramo su "L'esame di terza media va cambiato"

Argomento: news

Lettera di un maestro non appassionato alle “pseudo-riforme

 

Ho letto con dubbi crescenti la lettera indirizzata dal Dirigente Scolastico Eramo alla Gazzetta di Parma, pubblicata domenica 24 luglio.

Provo a rispondere, da maestro elementare assolutamente non “pronto” a pseudo-riforme che non tutelino l’essenza della scuola pubblica, per come è disegnata nella Costituzione.

Privo delle granitiche certezze “riformatrici” fornite dal Dirigente Eramo, provo a formulare alcune domande:

  1. Qual è l’essenza della scuola pubblica, garantita dalla Costituzione? Garantire (ai sensi dell’art.3) il pieno sviluppo della persona umana o certificare i livelli di raggiungimento delle competenze?

  2. Accontentarsi di “riformare” l’esame finale di un percorso scolastico non è un semplice inganno, se non si riflette su ciò che la scuola pubblica (organo costituzionale dello Stato) ha offerto ed offre ad ogni singolo/a alunno e alunna, per permettere il pieno sviluppo delle proprie potenzialità?

  3.   Da giorni leggiamo le polemiche e l'indignazione cittadina legate alla lettera di rifiuto e selezione nei confronti di un un minore da parte di una squadra di calcio cittadina (frutto di una cultura competitiva e selettiva). Non è sulla stessa linea anche lo scrivere, da parte del Dirigente Eramo, che avrebbe più senso certificare “ciò che i ragazzi sanno e quello che non sanno”, “chi merita 4 o 5? Si ha coscienza di quale sia la funzione della scuola, in quanto a riconoscimento e valorizzazione del sé? Non è assolutamente più delicata di quella di una squadra di calcio? Non deve porsi attenzioni ancora maggiori?




     

  4. Non è assodato e frutto di cultura pedagogica sapiente il fatto che “le prove siano valutate in relazione al percorso dell’alunno”? Il Dirigente Eramo ci vuole dire che l’affermazione della Scuola di Barbiana “Non c’è nulla che sia ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali” è da rottamare?

 

Sono un maestro, felice di non dover valutare in modo pseudo-oggettivo (magari su indirizzo INVALSI), stilando graduatorie numeriche che presumano di stilare graduatorie e riconoscere competenze (in soggetti in piena fase evolutiva, sensibili a enormità di variabili e potenzialità).

Sono felice che il livello di scuola in cui insegno mi permetta ancora di occuparmi di cosa faccio tutti i giorni con i/le mie/i alunni, quali esperienze educative e di apprendimento posso mettere in atto, con i/le mie colleghe/i, senza dover inventarmi “riforme” per sistemare esami finali traballanti ed incoerenti. Mi sentirei in enorme difficoltà a dover rinchiudere (da anni il Movimento di Cooperazione Educativa sostiene la necessità di cammini valutativi diversi dal voto numerico http://www.mce-fimem.it/il-documento-delle-associazioni-sul-voto-numerico/) il percorso umano e didattico di un alunno in una scala numerica comparativa e fonte di discrimine sulla promozione/bocciatura.

NON sono pronto a riforme (come del resto la Riforma Gelmini, la L.107, ecc.) che nascondano i veri problemi della scuola pubblica con piccoli ritocchi su aspetti “coreografici”, nascondendo dietro un’immagine parziale la complessità di accompagnare in un cammino unico e personale questi ragazzi e ragazze che ci vengono affidati dalle famiglie e dalla società.

Mi piacerebbe che ci fossero Dirigenti scolastici e docenti PRONTI DA TEMPO a lottare per il diritto ad una scuola dell’obbligo degna ed adatta ad ognuno di loro, che li faccia sentire valorizzati e capaci di scoprire le proprie potenzialità, in una relazione educativa significativa.

Che facessero sentire pubblicamente la propria voce per QUESTO, non per altro, di scarso valore sostanziale.

A questo sarei PRONTO e disponibile a collaborare, sempre che la Scuola pubblica che oggi si sta costruendo abbia ancora fiducia nella collegialità e nelle scelte democratiche e condivise.

 

Giordano Mancastroppa

maestro elementare





Pubblicato Lunedi 25 Luglio 2016 - 15:42 (letto 169 volte)
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Conferenza stampa Campagna referendum Sociali-Parma

Argomento: news

COMUNICATO STAMPA
  Parma, 14 Luglio 2016  

#scuorum: a Parma certificate oltre 18mila firme per i 4 referendum

 
Grande soddisfazione del Comitato Provinciale Referendum Scuola: raggiunto l'obiettivo nazionale

 

Sono state depositate in Cassazione più di 2 milioni di firme complessive per i 4 referendum contro la "Buona Scuola". 

Il Comitato Provinciale Referendum Scuola, che ieri ha comunicato in conferenza stampa l'esito della campagna referendaria sul nostro territorio, si dice molto soddisfatto della positiva risposta registrata con le oltre 18mila firme raccolte da parte dei cittadini parmensi.

Si tratta di un risultato che, superando ampiamente le aspettative, dimostra il valore e la fondatezza delle ragioni di chi ha sostenuto questa battaglia in difesa della scuola pubblica - in Emilia Romagna dal 9 aprile sono state raccolte complessivemnte 212mila firme, a livello nazionale oltre 2milioni -, evidenziando come per migliaia di cittadini solo una scuola laica, di tutti, aperta e democratica sia in grado di garantire la tenuta del Paese.

Il Comitato ha poi richiamato i temi della raccolta firme per i quattro referendum abrogativi della cosiddetta Buona Scuola, ovvero: il potere discrezionale del Dirigente Scolastico per l'assunzione del personale docente (chiamata diretta), l'attribuzione unilaterale di quote di salario accessorio, il buono scuola a favore delle scuole private ed infine, l'obbligatorietà di 200/400 ore di alternanza scuola lavoro.

"Nel più assordante silenzio generale, dal 9 aprile scorso in pochi mesi, in tutto il territorio sono stati attivati, con il Comitato, decine di banchetti, sono stati coinvolti migliaia di cittadini, siamo entrati nei luoghi di lavoro e nelle scuole e abbiamo raccolto circa 5mila firme per ogni quesito, oltre 20mila quindi, di cui più di 18mila certificate. È doveroso ringraziare tutti coloro che si sono resi protagonisti, con la loro firma, di questra battaglia di civiltà in difesa dei valori coistituzionali, ma anche i tanti volontari, delegati e delegate, che a vario titolo si sono spesi con convinzione per la riuscita dell'obiettivo".

"Ma il nostro impegno - ha spiegato il Comitato - non finisce qui e questa è solo la prima tappa di un lungo cammino di contrasto agli aspetti più deleteri della Legge 107/2015. L'obiettivo è rimettere al centro delle priorità del Paese la scuola pubblica come luogo di uguaglianza per tutti i cittadini, nella convinzione che proprio nella scuola si incardina un futuro migliore per lo sviluppo democratico ed economico della società. Restiamo in fiduciosa attesa della convalida della Cassazione, confidando sull'ammissibilità dei quesiti".

La doppia "Conferenza Stampa"




Stimati tutti/e
prendo atto attraverso la Gazzetta di Parma di una "doppia conferenza stampa" convocata ieri sull'esito dei referendum sociali a Parma.

Una conferenza, di cui parla l'articolo della Gazzetta, parla di 2.700 firme raccolte dalla Gilda, che ha fatto da "capofila" delle azioni.

Un'altra conferenza, convocata dal Comitato Referendum Sociali
http://www.tvparma.it/Video/tg-parma---telegiornale/referendum-scuola--depositate-in-cassazione-oltr-1
ha illustrato i dati che da tempo vi erano stati inviati (sia a livello nazionale 515.000 firme autenticate 505.000 firme certificate per ogni referendum - sia  a livello provinciale, poco più di 5000 autenticate e 4500 certificate per ogni referendum scuola, meno di un migliaio per ognuno dei due referendum ambientali e la petizione dell'acqua pubblica).

La Gazzetta di Parma, stranamente (ma non ha quasi mai coperto gli eventi referendari) ha parlato solo della prima e non ha partecipato alla seconda.

Non perdo neppure tempo a commentare l'ennesimo tentativo di esibizionismo e di esposizione personale da parte del coordinatore della GILDA (se poi gli iscritti GILDA si riconoscono in questo stile, valuteranno loro).

Credo che ogni singolo volontario ed autenticatore che in questi tre mesi ci ha aiutato a raggiungere un pezzo di questo risultato sappia bene come siano andate le cose, e sarebbe poco elegante sottolinearlo.
Ringrazio Simone Saccani per l'ospitalità e la correttezza dimostrate, e ancora una volta ogni singola donna ed uomo che hanno collaborato.

Arrivederci a settembre per la campagna referendaria sul Referendum Confermativo!
Giordano Mancastroppa
Coordinatore Referendum Sociali-Parma

P.S. allego anche il commento di Eliseo Tambone, pugliese, alla luce dell'esperienza referendaria e del disastro di Corato.
Se anche a Parma si riflettesse su ciò che Eliseo afferma, forse certe "cadute di stile" neppure si immaginerebbero!

----Messaggio originale----
Da: "Eliseo Tambone" <eliseotambone@alice.it>
Data: 14/07/2016 0.17
A: <lip-scuola@googlegroups.com>
Ogg: Re: R: [lip-scuola] Corato

Che dire se non GRAZIE a tutti voi che con tanta generosità affettiva ci siete vicini?
 
Si è appena conclusa l'assemblea regionale tenuta a Bari in cui abbiamo fatto il punto della situazione, ma anche un po' di necessaria autocritica. 
Siamo tutti d'accordo che la cifra "politica" del lavoro svolto sta nel fatto che il nostro comitato, come tanti altri, consta di una molteplicità eterogenea di persone e orientamenti sindacali e politici, che ha interpretato questa "diversità" non come forza disgregante, ma come valore positivo e unitario. Perché, in fondo,  non è necessario andare d'accordo su tutto per essere d'accordo sull'essenziale. E sulla base di questa ovvietà ci siamo accorti che  le nostre differenze non si sono cancellate e che l'obiettivo è stato raggiunto. 
Abbiamo deciso di mettere al servizio della democrazia del nostro paese l'esperienza "ecumenica" maturata, collaborando col Comitato per la difesa della Costituzione, perché dobbiamo sempre organizzarci e difenderci da un potere sempre più aggressivo che vuole ridurre la scuola e tutta la nostra vita a mera merce. E la tragedia in atto ne è l'ultimo crudo esempio.
Cari saluti a tutti e tutte
Eliseo


 

Pubblicato Venerdi 15 Luglio 2016 - 18:56 (letto 122 volte)
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Consegnate 515.000 firme per quesito- Referendum Scuola

Argomento: Ultimissime

COMUNICATO STAMPA

 

Referendum scuola, depositate in Cassazione

oltre 2 milioni di firme: 515mila a quesito

 

 

I promotori dei 4 quesiti abrogativi di altrettanti punti della legge 107, la "cattiva scuola" scritta dal premier Renzi e dalla ministra Giannini hanno consegnato questa mattina le scatole contenenti le firme raccolte in tutta Italia.

 

Un ottimo risultato che corona tre mesi di impegno diffuso in tutto il Paese, dove decine di migliaia di attivisti e attiviste hanno portato avanti una campagna di raccolta firme che ha fatto seguito alla mobilitazione straordinaria dell'autunno scorso contro questa riforma.

 

La consegna delle firme in Cassazione, inizialmente prevista per il 5 luglio, è proseguita per altri due giorni per il previsto imminente arrivo di numerosi altri moduli, grazie ai quali il numero complessivo di firme ha superato i 2 milioni. Andare oltre sarebbe stato controproducente perché le eventuali nuove firme non avrebbero minimamente compensato le tantissime raccolte su moduli vidimati nei primi giorni della campagna. Come è noto infatti, i moduli vidimati per la raccolta hanno validità tre mesi.

 

L'ottimo lavoro svolto dai raccoglitori nei banchetti, nei luoghi di lavoro e nelle sedi dei sindacati e dei comitati, riscontrato in questi giorni di controllo e inscatolamento, nonostante le enormi difficoltà riscontrate, fa ben sperare per l'esito finale di questa campagna.

 

Per il momento rimane la soddisfazione di un traguardo raggiunto e l'immensa gratitudine a tutti i militanti e le militanti che lo hanno reso possibile.

 

 

Il Comitato Referendario Scuola Pubblica

 

 

Roma, 7 Luglio 2016


Pubblicato Sabato 09 Luglio 2016 - 12:52 (letto 155 volte)
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Il difficile trasloco della Scuola Corazza e le scelte...opinabili!

Argomento: Ultimissime








Pubblicato Sabato 09 Luglio 2016 - 12:39 (letto 138 volte)
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10-12 giugno...iniziative!

Argomento: appuntamenti


 


Pubblicato Mercoledi 08 Giugno 2016 - 17:34 (letto 200 volte)
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Organici 16-17: Il gioco delle tre carte

Argomento: news

Carissimi/e

vi allego l'articolo pubblicato sulla gazzetta di Parma di ieri (lunedì 23 maggio).

Divertente il seguito: stampo su un A3 l'articolo e l'attacco al gabbiotto bidelli e sulla porta della scuola.
Dopo un'ora e mezzo passo da questi luoghi e gli articoli non ci sono più. Staccati.
Chiedo ai bidelli chi li abbia fatti staccare e nulla...nessuno vuole esprimersi.

E' chiaro da dove sia arrivato l'ordine...

Vado allora da un'autorità della scuola e chiedo come mai siano stati staccati.
Mi risponde che non ne sa nulla, ma "che a scuola non possono essere attaccati articoli che parlino di politica!"
Evito di rispondere per non trascendere, e ristampo un nuovo articolo, attaccato alla bacheca sindacale, con scritto in rosso CENSORED!
Ad oggi resiste...

Alcune rapide considerazioni (ironiche, perchè altrimenti ci sarebbe da discutere a lungo, in mezzo a persone che puntano ad azzerare il dibattito ed arrivare alla fine dell'anno...):

1) Nell'atrio e sui vetri della scuola c'è attaccato di tutto (dalle pubblicità dei corsi di fumetto a pagamento, ai spettacoli di burattini a pagamento, alle manifestazioni di mezza Parma...). Un articolo pubblicato sul giornale locale è VIETATO, perchè semplicemente racconta la realtà scolastica attuale.

2) La frase "non si fa politica a scuola" è stata usato durante il ventennio fascista (e si vedeva cosa facesse il Regime con le scuole) e durante il periodo Gelmini (con l'allora PD che era sulle barricate, difendendo la libertà d'insegnamento e di opinione, vedi ad esempio il minuto di silenzio a Collecchio ed altro...). Ora in che tempo siamo?

3) Normalmente nella mia scuola, per ricevere notizie di corsi o comunicazioni, passano giorni, o le comunicazioni non arrivano mai. Ieri, nel giro di un' ora c'è stato l'avviso all'autorità, l'ordine segreto e la rimozione segreta.... Che stupendo esempio di efficenza .... Questa sì che è la Buona Scuola...la scuola degli zerbini, dei compiacenti, degli obbedienti.....
Sicuramente verranno premiati...e non solo nel Regno dei Cieli....

Buon lavoro a tutti/e
Giordano

P.S. Oggi l'articolo è stato staccato anche dalla bacheca sindacale....
Pubblicato Mercoledi 25 Maggio 2016 - 08:30 (letto 331 volte)
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27 maggio-iniziativa con Paolo Maddalena e altre iniziative comitati referendari Parma + news

Argomento: Ultimissime




Come vedete, Parmareport indica una data e un indirizzo e....

, la pagina facebook : PD Parma indica questo :
<<  Dettagli
Le riforme costituzionali, il referendum di ottobre e i progetti del governo. Sono questi i temi al centro dell'incontro pubblico con il ministro per i rapporti con il Parlamento e le Riforme costituzionali Maria Elena Boschi organizzato dal Partito democratico di Parma.
L'appuntamento si terrà Venerdì 27 maggio alle 16:30 presso la Sala Righi della tep in via Baganza, 9  >>

Italicum, Riforma costituzionale. Una questione democratica

20/05/2016

 

 

 

Referendum istituzionali: Anpi e Arci promuovono

una settimana di raccolta firme straordinaria dal 22 al 29 maggio

 

Anpi e Arci, che hanno deciso di sostenere il No al Referendum sulla riforma costituzionale e l’abrogazione di parti della legge elettorale Italicum (premio di maggioranza e capolista bloccati), lanciano una raccolta di firme straordinaria nella settimana che va dal 22 al 29 maggio.

 

Banchetti, organizzati dalle due associazioni, saranno presenti in quei giorni in 10 grandi città: Firenze, Genova, Milano, Catanzaro, Palermo, Roma, Verona, Bologna, La Spezia e Ancona.

- See more at: http://arci.it/news/comunicati/italicum-riforma-costituzionale-una-questione-democratica/#sthash.JpnQcLtC.dpuf

Italicum, Riforma costituzionale. Una questione democratica

20/05/2016

 

 

 

Referendum istituzionali: Anpi e Arci promuovono

una settimana di raccolta firme straordinaria dal 22 al 29 maggio

 

Anpi e Arci, che hanno deciso di sostenere il No al Referendum sulla riforma costituzionale e l’abrogazione di parti della legge elettorale Italicum (premio di maggioranza e capolista bloccati), lanciano una raccolta di firme straordinaria nella settimana che va dal 22 al 29 maggio.

 

Banchetti, organizzati dalle due associazioni, saranno presenti in quei giorni in 10 grandi città: Firenze, Genova, Milano, Catanzaro, Palermo, Roma, Verona, Bologna, La Spezia e Ancona.

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L’intervento critico sulla riforma costituzionale rivolto alla ministra Boschi da uno studente di Giurisprudenza, Alessio Grancagnolo membro del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale di Catania, durante un incontro presso l’Università di Catania. L’intervento viene interrotto dal Rettore quando il ragazzo parla di “tour propagandistici negli atenei” della ministra in vista del referendum costituzionale di ottobre. “Questo incontro non prevede contraddittorio” - replica il Rettore - "chi non gradisce questo format può anche non partecipare". L’intervento dello studente critica: l’approvazione della riforma da parte di un parlamento eletto con una legge elettorale dichiarata incostituzionale; l’iniziativa del Governo nel DDL costituzionale; l’accentramento dei poteri nelle mani del Governo a scapito del Parlamento, con un mutamento della forma di Governo e potenziali derive autoritarie; il Senato non elettivo; il confuso processo legislativo previsto dalla riforma; l’assenza di un progetto complessivo di riforma costituzionale; la personalizzazione del dibattito intorno al referendum come un plebiscito sul Governo Il testo integrale e la registrazione dell'iniziativa al link: https://coordinamentodemocraziacostit...
Pubblicato Sabato 21 Maggio 2016 - 17:08 (letto 355 volte)
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