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Documento docenti Scuola Corazza su prove INVALSI- per le famiglie

Argomento: UltimissimeEcco il documento sottoscritto da 21 docenti della Scuola Corazza ed inviato alle famiglie:

lascuolasiamonoi/misc/file/documento%20INVALSI-%20genitori%20Corazza.doc

www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/186245/Scuola_Corazza_21_docenti%3A_Obbligati__a_fare_le_prove_Invalsi_ma_contrari_Genitori_sosteneteci.html


parma-comunica-stampa-parma.blogautore.repubblica.it/2013/05/06/docenti-della-corazza-contro-le-prove-invalsi/

LE PROVE INVALSI E LA SCUOLA DEI QUIZ NON SONO LA NOSTRA SCUOLA

 

Il 7 ed il 10 maggio saremo costretti a somministrare le prove Invalsi alle classi seconde e quinte (e chi non ha intenzione di farlo è stato minacciato di sanzioni disciplinari).

Come docenti, vogliamo spiegare alcune delle ragioni che ci fanno dire che queste Prove non hanno nessuna utilità e sono una palese contraddizione della scuola che intendiamo realizzare. La cultura del quiz (utile perché facile da correggere), è sempre più introdotta nella scuola, dalle elementari, alle medie, agli esami di stato, agli esami di accesso all’università.

Questo fatto rischia di snaturare completamente la cultura didattica e pedagogica, introducendo obiettivi e metodi finalizzati al successo nelle prove di verifica, invece che all’acquisizione di una formazione critica, globale ed equilibrata.

 

A COSA SERVONO LE PROVE INVALSI?

Le prove di Italiano e di matematica, standardizzate ed uguali per tutte le classi Italiane, a cosa servono? A verificare il livello di competenza degli alunni di tutte le classi? A verificare il processo di insegnamento e la qualità della scuola? A verificare la preparazione dei docenti?

Come al solito, la chiarezza non c’è, né da parte del Ministero, né nella pratica diffusa.

Si introducono le Prove Invalsi come parte del processo di valutazione e di premialità delle scuole, nei processi di auto-valutazione di istituto, nella valutazione per gli Esami di Stato….

Di tutto e di più….l’unica cosa importante è farle e farle tutti, guai a chi obietta.


leggi tutto per il documento completo....

www.retescuole.net/contenuto  (Invalsi dalla A alla Z)

www.forumscuole.it/cheating


www.forumscuole.it/cheating/cheating/Guida_VALUTAZIONE.pdf

www.cobas-scuola.it/Materiali-scuole/2013/APPELLO-CONTRO-LA-SCUOLA-QUIZ

lascuolasiamonoi/misc/file/Rilevazione%20INVALSI%20Concorezzo%202013%20(1).doc
Pubblicato Lunedi 06 Maggio 2013 - 18:08 (letto 28 volte)
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Le prove INVALSI: un'allegoria

Argomento: UltimissimeLe prove Invalsi: un’allegoria

di Massimiliano Manganelli - 5 maggio 2013

La signora Scuola va a fare le analisi in un laboratorio che si chiama Invalsi, il quale le è stato vivamente raccomandato, anzi proprio prescritto, dal suo medico di fiducia, il dottor Ministero. Si tratta di un laboratorio chiacchierato, dove le analisi, a quanto pare, le effettuano in maniera un po’ discutibile.
Dopo qualche tempo la signora Scuola ritira il referto, lo legge e si accorge che qualche cosa non va, allora si precipita dal medico.

Il dottor Ministero esamina a lungo il referto con aria accigliata, mentre la signora Scuola si fa sempre più tesa e preoccupata.

Alla fine il medico dice: «Ma lo sa che lei sta veramente male?»

«E quindi?» risponde la signora Scuola.

«Quindi che?»

«Voglio dire… non mi dà una terapia?»

«Ah, ma che terapia! A me queste analisi servono solo per fini statistici».

«E io?!»

«Lei faccia un po’ quel che le pare!»

http://blogportbou.wordpress.com/2013/05/05/le-prove-invalsi-unallegoria/
Pubblicato Lunedi 06 Maggio 2013 - 17:54 (letto 36 volte)
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Un orizzonte condiviso...

Argomento: UltimissimeE' stato diffuso in rete il documento sottoscritto da numerosi Dirigenti Scolastici della Provincia di Verona, dal titolo: "Un orizzonte condiviso", indirizzato al Ministero e a tutte le istituzioni scolastiche.



lascuolasiamonoi/misc/file/UN%20ORIZZONTE%20CONDIVISO%20con%20adesionipdf.pdf
Pubblicato Lunedi 06 Maggio 2013 - 17:53 (letto 27 volte)
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Quale valutazione per quale scuola? Convegno Nazionale

Argomento: appuntamenti

Quale valutazione per quale scuola? I video di tutti gli interventi del Convegno Nazionale

Pubblicato da comitatonogelmini su 5 maggio 2013

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Coordinamento delle Scuole di Ferrara ”La scuola è di tutti”
5 maggio 2013

Di seguito trovate i collegamenti ai video caricati su Youtube che riportano la registrazione di tutti gli interventi tenuti al Convegno Nazionale “Quale valutazione per quale scuola?” svoltosi il 22 aprile 2013 a Ferrara.

Visionate e diffondete, per aumentare la consapevolezza!

Un abbraccio ed un ringraziamento a tutt@!

Girolamo De Michele (La scuola è di tutti) – Meritocrazia e valutazione: una scuola per la società del controllo? ==>>clicca qui

Mauro Presini (CIP Ferrara) e Maria Maletta (La scuola è di tutti) – Valutazione e handicap ==>>clicca qui e qui

Stefania RomaniLa valutazione degli apprendimenti nella secondaria di primo grado ==>>clicca qui

Gianluca Gabrielli (COBAS Bologna) – La valutazione degli apprendimenti nella scuola primaria==>>clicca qui

Antonio Ferrucci (USB) e Beatrice Trentini (FLC) – Il Regolamento del sistema nazionale di valutazione delle scuole pubbliche ==>>clicca qui e qui

Carlo Salmaso (CESP Padova) – La valutazione degli apprendimenti in matematica==>>clicca qui

Irina AguiariUnione degli StudentiDalla parte degli studenti: quale valutazione? ==>>clicca qui

 
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Pubblicato Lunedi 06 Maggio 2013 - 13:00 (letto 24 volte)
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Bologna riguarda l'Italia- 26 maggio referendum sui finanziamenti pubblici alle scuole private

Argomento: appuntamenti

Bologna riguarda l’Italia. Firma l’appello!

Pubblicato da comitatonogelmini su 3 aprile 2013

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A chi è disposto a battersi per la scuola pubblica.

A chi ritiene che le politiche di tagli alla scuola pubblica e il finanziamento a quella privata tradiscano l’articolo 33 della Costituzione nel suo spirito autentico, là dove stabilisce che: “La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”.

A chi ritiene che solo una scuola aperta a tutti, laica, gratuita, inclusiva, moderna e di qualità possa impegnarsi a “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (Art. 3).

A chi pensa che fra i banchi della scuola pubblica si gettino le basi per una cittadinanza consapevole e per il futuro del nostro paese.

Il 26 maggio a Bologna si terrà un referendum consultivo sul finanziamento comunale alle scuole paritarie private, grazie alla raccolta di tredicimila firme di cittadini e cittadine che hanno chiesto di potersi esprimere su questo tema.

La cittadinanza dovrà dare un voto di indirizzo per l’amministrazione su cosa sia meglio per garantire il diritto all’istruzione dei bambini e delle bambine: continuare a erogare un milione di euro annui alle scuole paritarie private, come avviene ora, oppure utilizzare quelle risorse per le scuole comunali e statali.

La portata di questo referendum va ben oltre i confini comunali. E’ l’occasione per dare un segnale forte contro i continui tagli alla scuola pubblica e l’aumento dei fondi alle scuole paritarie private.

In Italia c’è urgente bisogno di rifinanziare e riqualificare la scuola pubblica, quella che non fa distinzioni di censo, di religione, di provenienza. Quella dove le giovani cittadine e i giovani cittadini italiani ed europei imparano la convivenza nella diversità.

Da Bologna può ripartire un movimento di cittadini che impegni le amministrazioni locali e il prossimo governo a restituire alla scuola pubblica la dignità e la qualità che le spettano.

L’alternativa è una lenta rovina fino alla fine della scuola pubblica per come l’abbiamo conosciuta.

IL 26 MAGGIO A BOLOGNA POSSIAMO FERMARE L’OFFENSIVA CONTRO LA SCUOLA PUBBLICA.

IL 26 MAGGIO A BOLOGNA POSSIAMO DARE L’ESEMPIO A TANTI ALTRI E INSIEME INIZIARE A IMMAGINARE UN AVVENIRE DIVERSO PER NOI, PER I NOSTRI FIGLI E LE NOSTRE FIGLIE.

Primi firmatari:

  • Stefano Rodotà, presidente d’onore del Comitato referendario Art.33
  • Andrea Camilleri, scrittore
  • Margherita Hack, astrofisica e scrittrice
  • Salvatore Settis, Scuola Normale di Pisa, archeologo e saggista
  • Nadia Urbinati, Columbia University, New York, politologa, saggista ed editorialista de “La Repubblica”
  • Angelo Guglielmi, scrittore e giornalista, già direttore di RAI3, già assessore alla Cultura del Comune di Bologna
  • Carlo Flamigni, Comitato Nazionale di Bioetica
  • Wu Ming, scrittori
  • Maurizio Landini, segretario generale FIOM-CGIL
  • Alberto Lucarelli, ordinario di Diritto costituzionale all’università di Napoli
  • Romano Luperini, Università di Siena e Università di Toronto.
  • Luciano Gallino, Università di Torino

FIRMA  ANCHE  TU! ==>clicca qui!<==

Pubblicato Sabato 06 Aprile 2013 - 09:00 (letto 41 volte)
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Tagli al Fondo d'Istituto- Puntata di Vivalascuola del 18 marzo 2013

Argomento: Ultimissime

Vivalascuola. Così affondano le scuole

Pubblicato da vivalascuola su marzo 18, 2013

Il ministro Francesco Profumo aveva dichiarato un anno fa: “Questo non sarà un anno di tagli per la scuola. Il Paese ha capito che il vero investimento per il suo futuro è proprio nella scuola“. Invece ecco che arrivano, tra gli altri, i tagli della Legge di Stabilità; il prolungamento del blocco dei contratti al biennio 2013-2014 e del blocco degli scatti per il 2013, il congelamento della indennità di vacanza contrattuale; l’accordo sottoscritto da Cisl, Uil, Snals, Gilda (contraria la Cgil), che ha portato alla decurtazione del MOF. Di quest’ultimo si parla in questa puntata di vivalascuola. Marina Boscaino ripercorre la storia del fondo d’istituto e dell’autonomia scolastica; Mario Piemontese ci illustra nel dettaglio i tagli operati; Giovanna Lo Presti commenta che “la tanto lodata autonomia scolastica era una bufala“; Rosella Massaglia, Gianluca Santangelo e Giordano Mancastroppa ci comunicano come si vivono nelle scuole i nuovi tagli.
Pubblicato Lunedi 18 Marzo 2013 - 18:21 (letto 122 volte)
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Incontro con i candidati alle politiche- 13 febbraio- Parma

Argomento: appuntamenti

diapositive presentazione incontro (jpg)
diapositive presentazione incontro (pdf)

parma.repubblica.it/cronaca/2013/02/14/news/scuola_incontro_con_i_candidati_pochi_soldi_per_rifare_gli_edifici-52594316/

Partecipanti:
Giuseppe Romanini – PD
Laura Cavandoli (Lega Nord)
Chiara Alessandrini (Sel),
Franco Bressanin (M5S),
Barbara Diolaiti (Rivoluzione Civile)

Dopo un introduzione che ha fatto il punto sulle 10 domande e gli interventi legislativi degli ultimi 5 anni (vedi diapositive allegate):

sono intervenuti i 5 candidati per un primo giro di risposte alle domande:

Giuseppe Romanini (PD)- ha sottolineato la conformità nell’analisi fatta sugli interventi legislativi della Riforma Gelmini e sulla necessità di superarli con un piano di investimenti sia a livello di personale, sia di infrastrutture. Le fonti di finanziamento? Il taglio delle spese militari e la liberazione dei vincoli di stabilità per gli enti locali, su cifre già disponibili a bilancio. L’assessore si rifà al documento programmatico del PD sulla scuola (vedi allegato)
Laura Cavandoli (Lega Nord)-unica rappresentante del centro-destra, ha centrato l’analisi sulla mancanza di risorse e sulla necessità di sviluppare la proposta della Lega di trattenere il 75% dei fondi su base regionale. Sulla questione delle scuole paritarie cattoliche, ha sottolineato che è impossibile modificare gli accordi esistenti, in quanto discendenti dai Patti Lateranensi.
Chiara Alessandrini (Sel)- ha manifestato la piena adesione del suo partito alle proposte avanzate, contenute totalmente nel loro programma e, a suo vedere, anche nella carta di intenti del centro-sinistra.I fondi sono da ricercare essenzialmente attraverso il taglio delle spese alla Difesa.
Franco Bressanin (M5S)- il movimento concorda con i 10 punti, intendendo superare la Riforma Gelmini ed arrivare a sviluppare investimenti significativi, a fronte di una progettualità che le scuole devono produrre (vedi risposte allegate)
Barbara Diolaiti (Rivoluzione Civile)- ha manifestato piena coincidenza del programma della sua lista sulla scuola con i 10 punti, in quanto frutto di incontro con varie realtà di movimenti della scuola, tra cui il Manifesto degli insegnanti arrabbiati di Torino. Gli interventi sulla scuola vanno inquadrati nel contesto globale di contrasto selettivo alla politica di pareggio di bilancio, che imporrà sacrifici pesantissimi alle politiche sociali, all’istruzione, alle tutele di cittadinanza.

La serata ha visto una bassa affluenza di pubblico.
Analizzeremo le cause di questa difficoltà a coinvolgere i docenti e le famiglie nel dibattito.

lascuolasiamonoi/misc/file/10%20domande%20scuola%20%20DEFINITIVO-%205%20stelle%20bressanin.doc documento risposte Bressanin (M5S)

lascuolasiamonoi/misc/file/pd_scuola_integrale-%20da%20Romanini.pdf documento programmatico PD da Romanini


Pubblicato Sabato 02 Febbraio 2013 - 20:17 (letto 193 volte)
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Non vi voteremo se....

Argomento: Ultimissime 

 

 

 Non vi voteremo se....

www.nonvivoteremose.it

Riteniamo che l’idea di porre domande stringenti a coloro che si candidano a governare il Paese sia una pratica decisamente opportuna, soprattutto in tempi di campagna elettorale. Permetterà a tutti di capire meglio e di decidere consapevolmente.

Abbiamo così pensato di interrogare la Politica anche attraverso il web, rendendo disponibile a tutto il Paese la possibilità di aderire ad un Appello che pretende da Essa risposte convincenti e fondate.

Una “provocazione” potrebbe dire qualcuno, che ha però un unico semplicissimo obiettivo, costringere la campagna elettorale oggi e il Parlamento domani ad occuparsi di ciò che ci sta più a cuore, l’Istruzione Pubblica Statale: chi fra i tanti candidati si impegnerà a garantire la qualità, la dignità la libertà che la Costituzione le assegna?

L'idea è nata in rete e in rete sono state raccolte e definite le 10 domande che trovate sulla Home.

Nel menù del sito alla voce “chi siamo” abbiamo risposto così:siamo l’arcipelago scuola e, proprio per questo, l'appello non vuole avere promotori né alcuna forma di primogenitura”.

L’appello è di chiunque decida di condividerlo e sottoscriverlo.

E’ di chiunque decida di adottarlo per diffonderlo ovunque (tramite i propri indirizzari, il proprio profilo FB, nel luogo di lavoro, presso i suoi amici, ecc.)

Più adesioni riusciremo assieme a raccogliere, più forte sarà l'attenzione nei riguardi della scuola.

 

indicheremo via via gli indirizzi dei siti e dei social network che pubblicheranno l’appello, al momento già ospitato e “linkabile” su:

http://www.urlodellascuola.it/

http://www.retescuole.net/

http://comitatoscuolapubblica.wordpress.com/

http://www.assembleascuolebo.org/

 

Pubblicato Sabato 02 Febbraio 2013 - 20:11 (letto 146 volte)
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Appello per la convocazione del referendum sul finanziamento alle scuole d'infanzia a Bologna

Argomento: Ultimissime

Bologna: Appello nazionale a sostegno dell’election day

Pubblicato da comitatonogelmini su 7 gennaio 2013

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di Nuovo Comitato Articolo 33 – Bologna
7 gennaio 2013

Il Nuovo Comitato Art.33 rende noto che da due giorni ha promosso e iniziato a raccogliere adesioni  attorno all’appello nazionale  “Election Day: costruire democrazia nelle partecipazione”.

Oggi, nel giorno scelto dal Sindaco di Bologna Virginio Merola per dichiarare sull’indizione del referendum consultivo sui finanziamenti pubblici alle scuole paritarie private, personalità del mondo della cultura dell’arte e degli studi si appellano al buon senso e alla ragionevolezza di chi è chiamato a decidere affinché la consultazione referendaria sia accorpata alle elezioni politiche anticipate del 24 e 25 febbraio

Per favorire la partecipazione dei cittadini, per risparmiare risorse, per “costruire democrazia nella partecipazione”.

 

Il Testo dell’appello

Election Day: costruire democrazia nella partecipazione

Gentile Signor Sindaco

Ci rivolgiamo a Lei quale primo cittadino, eletto da una città che dal giorno della sua Liberazione è divenuta esempio nel mondo per la sua capacità di costruire democrazia nella partecipazione, innovazione amministrativa e buon governo.

La città di Dozza, Zanardi e Dossetti, la città che aveva dato asili e scuole d’infanzia ad ogni bambino nato e vissuto fra le sue mura. La città che aveva inventato e diffuso nel paese il tempo pieno. La città di chi aveva capito prima di altri che solo una scuola pubblica di qualità e aperta a tutti può assumersi credibilmente “il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”

Oggi, come in passato, culture di governo straordinariamente miopi usano la scuola pubblica per fare semplicemente “cassa”.
Oggi a Bologna, per la prima volta, trecento bambini che chiedevano di iscriversi alla scuola d’infanzia sono rimasti senza scuola pubblica.
Oggi, paradossalmente, il Comune di Bologna continua ad erogare ogni anno più di un milione di euro a favore delle scuole d’infanzia paritarie private, risorse pubbliche che vanno ad aggiungersi a quelle di fonte statale e regionale.

Il 5 dicembre, 13.000 cittadine e cittadini bolognesi hanno consegnato le loro firme alla Segreteria Generale al fine di convocare un referendum comunale consultivo.
Di fatto un referendum di indirizzo: in quale direzione muoversi e quali priorità per l’Amministrazione della città riguardo al futuro della scuole d’infanzia? La parola ai cittadini, il responso nelle urne referendarie: cosa meglio di questo per decidere se continuare così o tracciare nuove rotte?

Il 24 e 25 febbraio 2013 si terranno elezioni politiche nazionali anticipate. In tutto il mondo si coglie l’opportunità di ascoltare i propri cittadini, su temi specifici, associando referendum locali a elezioni politiche. A Milano come a New York, a Oslo come a Ginevra. Un modo  intelligente e onesto per comprendere, risparmiando risorse e garantendo la massima partecipazione democratica, gli orientamenti di chi è governato.

Ecco, questo chiediamo al Sindaco di Bologna, di esercitare il suo dovere di indizione e di accorpare la consultazione referendaria alle elezioni politiche in modo da favorire la massima partecipazione dei propri cittadini: il responso non potrà che essere d’aiuto nell’indirizzare e orientare le scelte che l’Amministrazione comunale sarà chiamata a prendere nel tempo che verrà.

Niente di più ma, sarebbe bello, anche niente di meno.

Scarica il Testo dell’appello e l’elenco dei primi firmatari

Per aderire all’appello inviare la propria adesione a: nuovocomitatoarticolo33@gmail.com
Pubblicato Domenica 13 Gennaio 2013 - 16:08 (letto 173 volte)
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Facendo un pò di memoria......

Argomento: UltimissimeFacendo un pò di memoria, mi è tornato in mano un volantino del PD del 2010, in cui si affermavano alcune cose sulla scuola pubblica:





nel dettaglio:



Nell'anno di Governo Monti quali di queste proposte sono state realizzate e quanto è andato alla scuola pubblica?
Cosa fa pensare che lo siano in futuro, se il Governo farà le stesse scelte del passato?

Giordano Mancastroppa
Pubblicato Domenica 13 Gennaio 2013 - 14:43 (letto 236 volte)
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Taglio al Fondo d'Istituto- le scuole ancora in sospeso......

Argomento: news
Pubblicato Domenica 13 Gennaio 2013 - 14:30 (letto 216 volte)
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Don Milani e la libertà della lingua in un documentario di Tullio De Mauro

Argomento: video

Il mio amico Salvatore mi ha fatto un grande regalo per augurarmi un felice 2013: un bel documentario sulle idee di un maestro, un insegnante, un docente, che per molti come me è stato una luce che dapprima ha rischiarato e poi impetuosamente illuminato il sentiero della mia professione che è anche un sentiero di vita.

 

La grandezza umile di questo uomo e la forza del suo messaggio rimangono immutate nel passare degli anni e nel cambiare delle condizioni sociali e culturali intorno a noi ...

 

L’uomo è Don Lorenzo Milani, vice parroco scomodo di San Donato di Calenzano, dove fin dal 1947 aveva istituito la sua “Scuola Popolare” e che, proprio per questo, nel 1954 venne mandato in esilio a Barbiana, che non era nemmeno un villaggio, ma solo una chiesa su un cucuzzolo - senza luce elettrica, né acqua, né una strada per arrivarci - e poche case sparse tra boschi e campi, con 39 anime di cui prendersi cura. Qui Don Milani continuò la sua opera fondando un’altra scuola, aperta per 365 giorni all’anno e per 12 ore al giorno: la Scuola di Barbiana.

 

“<<La mia è una parrocchia di montagna, quando ci arrivai c’era solo una scuola elementare, cinque classi in un’aula sola. I ragazzi uscivano dalla quinta semianalfabeti e andavano a lavorare, timidi e disprezzati. Decisi allora che avrei speso la mia vita di parroco per la loro elevazione civile e non solo religiosa. Così da 11 anni in qua la più gran parte del mio ministero consiste in una scuola. Quelli che stanno in città usano meravigliarsi del suo orario, 12 ore al giorno, 365 giorni l’anno. Prima che arrivassi io i ragazzi facevano lo stesso orario, e in più tanta fatica, per procurare lana e cacio per quelli che stanno in città. Nessuno aveva da ridire. Ora che quell’orario glielo faccio fare a scuola, dicono che li sacrifico.>> ... Scuola dunque austera e severa, e senza secondi fini, cioè scuola laica, anche se il maestro è un prete, senza discorsi particolarmente pii o edificanti, perché, quando ci si affanna a cercare apposta l’occasione di infilar la fede nei discorsi, si mostra di averne poca, di pensare che la fede sia qualcosa di artificiale aggiunto alla vita e non invece modo di vivere e di pensare; una scuola classista, volta non tanto a colmare l’abisso di ignoranza, quanto l’abisso di differenza che separa i poveri dai ricchi ... una scuola di formazione e di elevazione civile che ristabilisca oneste gerarchie di valori; una scuola infine all’opposto delle troppe scuole ridotte ad essere ospedali che curano i sani e respingono i malati, buone soltanto di prendere atto delle differenze di cultura e di lingua con cui partono i loro allievi e, anzi, di radicarle e di rafforzarle, invece di ridurle fino ad annullarle. Ma come si fa a fare una scuola così? <<Spesso gli amici mi chiedono come faccio a far scuola e come faccio ad averla piena. Insistono perchè io scriva per loro un metodo, che io precisi i programmi, le materie, la tecnica didattica. Sbagliano la domanda. Non dovrebbero preoccuparsi di come bisogna FARE per fare scuola, ma solo di come bisogna ESSERE per poter fare scuola. Bisogna avere le idee chiare in fatto di problemi sociali e politici, non bisogna essere interclassisti, ma schierati; bisogna ardere dell’ansia di elevare il povero a un livello superiore, non dico a un livello pari a quello dell’attuale classe dirigente, ma superiore, più da uomo, più spirituale, più cristiano, più tutto.>> ”

 

Don Milani rappresentò ben presto un esempio per molti, docenti e studenti, che si recavano  Barbiana, quasi in pellegrinaggio, per carpire il suo segreto.

Egli continuò a fare scuola coi suoi ragazzi fino al suo ultimo giorno di vita, il 26 giugno del 1967.

 

Le mie ragazze e i miei ragazzi che riusciranno a regalarsi un’ora e mezza della loro vita per guardare questo documento, vi riconosceranno le mie fisse sull’uso della lingua, sull’importanza della parola e di come sia questa a renderci effettivamente cittadini, liberi e sovrani ...

 

http://www.youtube.com/watch?v=nnLY8bJpZcc

 

ciao

franx

Pubblicato Giovedi 03 Gennaio 2013 - 18:51 (letto 187 volte)
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