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Articoli pro e contro lo sciopero del 5 maggio

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LINK ad articoli:

MICROMEGA- Mauro Magni- Perchè scioperare contro la "Buona Scuola"

Cosa ne pensa l'ANP (Associazione Nazionale Presidi)

DDL Scuola: Il Governo che fa saltare tutte le regole- M.Boscaino Il Fatto Quotidiano

Che la Riforma della scuola non finisca come l'Italicum- Metro news

Toppe peggio dei buchi- Metro news


Una settimana di mobilitazioni- M. Boscaino- Il Fatto Quotidiano


TRE COSE CHE DIREI VOLENTIERI A RENZI SE DAVVERO VOLESSE ASCOLTARE - G. Cocchi- Retescuole





Perché scelgo di non scioperare

 Giovedì, 30 Aprile 2015

Riceviamo dal dirigente scolastico, Gianni Zen, una riflessione sui motivi per non aderire alla manifestazione del 5 maggio

Sono quasi 500, ad oggi, le adesioni ad una iniziativa promossa da alcuni presidi (#iononsciopero) che cerca di fare chiarezza sulle reali ragioni dello sciopero del 5 maggio.

Un'adesione in massa, dunque, in pochi giorni.

Si tratta, nella sostanza, di garantire una corretta informazione in merito al disegno di legge sulla Buona Scuola in questi giorni approdato in Parlamento, e già oggetto di alcuni aggiustamenti emendativi.

Perché, è giusto dirlo, questa correttezza di informazioni non sempre la ritroviamo negli slogan presenti nei social o nei comunicati stampa proposti dalle varie sigle sindacali.

La decisione, poi, di scegliere il 5 maggio come data dello sciopero generale, sapendo che è già stata prescelta per le prove Invalsi, la dice tutta sulla logica del “tanto peggio tanto meglio” che sta accompagnando la discussione su questo disegno di legge. Tanto è vero che il Ministero ha dovuto cambiare data.

E pensare che le prove Invalsi sono una delle poche positive novità degli ultimi anni, per via di una comparazione degli apprendimenti tra classi e tra scuole, una prassi che dovrebbe essere una normalità, un punto fermo.

Scegliere quindi lo sciopero, che in sè è un diritto sacrosanto, per attaccare le prove Invalsi, ma soprattutto per combattere, con notizie non sempre vere, al di lá delle opinioni, il contenuto della Buona Scuola, sapendo delle luci e ombre di qualsiasi proposta di legge, credo faccia poco onore ad un mondo che dovrebbe avere nella ricerca del “pensiero critico” la propria stella polare.

La scuola reale vive, invece, un’ottica di collaborazione, di scambio di esperienze, di condivisione di responsabilità, sapendo che è quotidiana preoccupazione la ricerca della qualità del proprio servizio, secondo una "cultura dei risultati", per garantire ai propri ragazzi e alle loro famiglie il miglior servizio possibile. Vero “servizio pubblico”.

E’ evidente che il mondo sindacale, in questo frangente, usa le polemiche intorno a questa proposta di legge per difendere se stesso, cioè il proprio ruolo, anche se il contesto è cambiato, tanto è vero che oggi nessuno è più disposto, nella nostra società, ad accettare logiche assistenziali, le stesse che, per difendere le poche persone non adatte o non adeguate ad insegnare, penalizza la gran parte di coloro che ogni giorno fa il proprio dovere con passione e dedizione. Per questo motivo, gli iscritti ai sindacati oggi sono pochissimi, come sono pochi quelli che protestano, nonostante il rumore mediatico, mentre la gran parte dei docenti e dei presidi assiste attonita alle troppe polemiche fine a se stesse.

Qual è il cuore di questa Buona Scuola, al di là, lo ripeto, di luci e ombre? E’ l’introduzione, per la prima volta, dell’”etica della responsabilità”. Sapendo comunque che la responsabilità è anzitutto personale, e non solo collettiva. Questo il punto centrale: la responsabilità è anzitutto personale. Rompere invece il muro di gomma della responsabilità solo collettiva, vero tabù decennale, è un atto di coraggio che va riconosciuto. Al di lá del colore politico del governo pro-tempore.

Quella stessa responsabilità che noi chiediamo agli studenti e che valutiamo al momento degli scrutini, ancora una volta si vorrebbe invece negata nei confronti dei valutatori degli studenti, come di tutti gli operatori della scuola (non solo docenti, ma anche presidi e personale non-docente).

Tutte le altre cose contenute nel disegno di legge sembrano passare in secondo piano: dalla assunzione in massa dei precari (purtroppo senza filtro qualitativo), al buono formazione per i docenti, alla responsabilità riconosciuta ai presidi (che è giusto pensare che debbano passare attraverso una valutazione anzitutto dei nuovi consigli di istituto), al riconoscimento del valore del merito per i migliori docenti, alle risorse che nel complesso ammontano a 3 miliardi di euro all’anno.

Da quanti anni il nostro Paese non investiva nella scuola?

A leggere il dibattito surreale, condito anche di false notizie, si rimane sbalorditi. E’ proprio vero: in un Paese conservatore, come il nostro, bloccato dalle mille posizioni di privilegio e di rendita, si contesta chi vuole cambiare le cose.

E’ una vera contraddizione: gli operatori culturali, che dovrebbero per primi chiedere il cambiamento, visti i nuovi scenari glocali, per dare reali chance di speranza alle nuove generazioni, sono quelli che stanno tentando di bloccare ogni innovazione. Nonostante le ingenti risorse messe a disposizione.

Il punto è quell’”etica della responsabilità” da sempre predicata e poco praticata. La vera svolta.





 Giovedì, 30 Aprile 2015

I deputati del MoVimento 5 Stelle in Commissione Cultura dichiarano: "la decisione di chiudere i lavori in Commissione l’11 maggio, per entrare in Aula il 19 maggio, sostanzialmente uccide un dibattito che già era sottoposto a tempi eccessivamente compressi".

 
 
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“Il giorno dopole dichiarazioni di Renzi e Faraone, che millantavano di aperture e disponibilità rispetto al Ddl istruzione, abbiamo avuto subito la conferma che si trattava di parole vuote. Oggi il Pd in ufficio di presidenza ha imposto una vera e propria ghigliottina rispetto alla quale rispondiamo con l’unica azione dignitosa possibile: l’abbandono dei lavori”.

Così i deputati del MoVimento 5 Stelle in Commissione Cultura durante la conferenza stampa tenuta oggi alla Camera.

“La decisione in Udp di chiudere i lavori in Commissione l’11 maggio,per entrare in Aula il 19 maggio, sostanzialmente uccide un dibattito che già era sottoposto a tempi eccessivamente compressi. A seguito della decisione adottata, infatti, ciascun Gruppo in commissione potrà presentare solo 2 emendamenti per ogni articolo. Per essere ancora più chiari: passeremo dai circa 700 emendamenti presentati, a 48. Alla faccia delle aperture e della disponibilità a modifiche Non ci stiamo a farci ridicolizzare e non accettiamo che il mondo della scuola continui a essere trattato come una pratica da liquidare in tutta fretta. Da qui la decisione, sofferta ma necessaria, dell’abbandono”.

Nel corso della conferenza stampa, icapigruppo M5S di Camera e Senato, Fabiana Dadone e Bruno Marton, hanno annunciato la partecipazione alla manifestazione del mondo della scuola che si terrà a Roma il 5 maggio. “Una decisione che, alla luce di questo atto d’imperio del Pd, è ancora più convinta”.


Riforma. Dopo il 5 maggio, la protesta continua. 9 maggio giornata della dignità della scuola pubblica

 
 
 
Si tratta di un'ennesima iniziativiva lanciata su FaceBook contro la riforma della scuola. Sabato 9 maggio, le piazze italiane si coloreranno con palloncini rossi a forma di cuore.

Sabato 9 maggio il “Coordinamento degli Insegnanti arrabbiati” ha organizzato la "Giornata dell'orgoglio e della dignità della scuola pubblica".

Si tratta di una mobilitazione di piazza che coinvolge docenti, ATA, cittadini, sindacati, coordinamenti e associazioni con lo socpo di chiedere il ritiro del DDL di riforma della scuola attualmente in discussione alla Camera e di sostituirlo con la LIP (Legge di iniziativa popolare per una buona scuola per la Repubblica).

Il video di presentazione dell'evento

 

 


 E un excursus sulla legge elettorale che verrà approvata con voto di fiducia lunedì 4 maggio:

(Dall’ “Avanti!”, 20 gennaio 1924) Nenni e la legge Acerbo
 
Oggi, prima del decreto di scioglimento, prima della convocazione dei comizi, prima della giornata elettorale, le elezioni sono già fatte e il governo è già plebiscitariamente rieletto colla sua maggioranza fedelissima. Gran virtù della mirifica riforma elettorale, mercé la quale la dittatura si fa dare l’avallo dalla sovranità popolare ridotta a un fantoccio… senza corona e senza scettro!
Bisogna proprio essere della levatura portentosa di Michelino Bianchi per insistere sulla necessità di una riforma costituzionale che garantisca al governo il potere per tutta la durata della legislatura. E bisogna essere costituzionali della stoffa della “miserabile classe dirigente”, per non capire che la riforma costituzionale c’è già tutta nella riforma elettorale a cui hanno dato il “placet” tutti i più ortodossi zelatori di tanti princìpi.
Ora le elezioni sono fatte a Palazzo Chigi, là il governo ha manipolato la sua maggioranza futura, ha dato i primi posti e i più numerosi, agli uomini del suo partito, e poi ha dosato il resto con una scelta di ascari fedeli dalle truccature variopinte. Varata ufficialmente quella lista, essa è già eletta, nella sua integrità, senza possibilità di contendenti nel campo nazionale perché la minaccia è sospesa contro chi ardisse da parte costituzionale contrastare razionalmente la lista del governo, che rappresenta il Partito fascista e quindi, senz’altro, la patria. Se non c’è già qui una riforma costituzionale – dato che si possa chiamare riforma… l’abrogazione della Costituzione – non sappiamo quali altre elucubrazioni possano a tal riguardo fermentare nei cervelli geniali dei nuovi statisti pullulati dalla marcia su Roma.
[…] Basta che il duce arroti i denti, e agiti lo staffile, ed eccoli tutti accovacciati come nella storica seduta del bivacco”.
 
Pietro Nenni




Giorno 5 maggio consiglio di classe straordinario: 750.000 docenti si riuniranno per discutere sul caso dell'alunno Matteo.
L'alunno mostra poca partecipazione
alle diverse attività, poco sensibile ai richiami, conosce le norme che regolano la vita della comunità, ma non sempre le rispetta.
Non ha ben sviluppato la capacità di ascolto: si distrae facilmente.
Maggiori lacune si manifestano nello sviluppo delle competenze della lettura e comprensione di diversi testi scritti.
Gli insegnanti, al fine di potenziare e facilitare lo sviluppo delle capacità apprenditive, presentano un programma /percorso di recupero individualizzato volto a guidare l'alunno alla conquista di capacità logiche , scientifiche ed operative, ed alla progressiva maturazione della coscienza di sé e del proprio rapporto con il mondo esterno

L'alunno, assolutamente egocentrico e narcisista, denota notevoli capacità di rottamazione e non è affatto incline a mettere in atto buone pratiche democratiche. Pertanto, al percorso di recupero individualizzato vanno aggiunti una quarantina d'anni di lavori forzati socialmente utili.




Pubblicato Venerdi 01 Maggio 2015 - 09:04 (letto 2834 volte)
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