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Scuola, sindacati al Provveditorato: "Con i tagli si precarizza la scuola"

I lavoratori precari della scuola protestano contro la riduzione degli organici prevista per il prossimo anno scolastico: 150 persone in meno tra docenti e personale Ata a fronte di seicento studenti in più

di Luigi Siri - 14/04/2011

protestaprovveditorato_1Il prossimo anno scolastico gli istituti scolastici di Parma e provincia dovranno affrontare ulteriori tagli previsti dal Governo e in concomitanza un aumento del numero di alunni, ci saranno circa 600 studenti in più rispetto all'anno scorso. La Flc Cgil, che organizza i lavoratori della conoscenza, ha fatto sentire la voce dei lavoratori e dei precari della scuola oggi pomeriggio davanti al Provveditorato: dopo un incontro con il dirigente dell'Ufficio Scolastico Provinciale Armando Acri sindacalisti, lavoratori e studenti si sono ritrovati su viale Vittoria per protestare contro i tagli e chiedere una soluzione dignitosa per le scuole della nostra città. La protesta si è svolta in contemporanea, sotto il cappello del One Day lanciato dal Coordinamento Regionale Lavoratori Precati della Flc Cgil, anche nelle altre province dell'Emilia Romagna.
 

Tagli alla scuola, sparuto presidio
"Tanto ormai non serve a niente"

Pochi i partecipanti alla manifestazione indetta dalla Cgil in viale Vottoria, davanti alla sede dell'Ufficio scolastico provinciale per protestare contro la riduzione del personale. Rassegnazione e delusione fra i presenti: "Alcune colleghe non sono venute, dicono che in Italia è inutile anche protestare"

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di MARCO SEVERO


Presidio degli insegnanti davanti alll'Ufficio scolastico provinciale, in viale Vittoria. Circa 30 i presenti più una compagna silenziosa: la rassegnazione. "Alcune colleghe hanno preferito non venire - cofida una docente - sostengono che tanto, ormai, in questo Paese è inutile anche protestare. Il guaio è che hanno ragione". La manifestazione è stata indetta dalla Flc-Cgil, contro i tagli alla scuola pubblica previsti per il prossimo anno scolastico: "A Parma e provincia - ricorda Simone Saccani, segretario del settore per Parma - mancheranno circa 150 lavoratori tra docenti e personale Ata, a fronte di un aumento di 566 studenti. Il servizio del tempo pieno continuerà ad essere pressoché inattuabile, come il tempo prolungato alle medie". Anziché alle 16.30 molti ragazzi torneranno a casa alle 12,30. In concreto, anche questo significa tagliare sulla scuola. "Si ricordino i politici locali - avvisa Salvatore Pizzo, portavoce del gruppo Maestre e maestri autoconvocati - che quando andiamo a votare scegliamo nomi e cognomi, non solo dei simboli. Pertanto - presegue - ci ricorderemo di chi ha davvero fatto gli interessi della scuola, battendo i pugni sul tavolo dei politici nazionali per chiedere più tutele per gli studenti e per gli insegnanti di Parma e Provincia".
 
Stesso auspicio per Saccani: "A Comune e Provincia - dice - chiediamo di farsi portavoce degli interessi locali presso le istituzioni nazionali". Anche per questo il segretario Flc ha chiesto e ottenuto dal Dirigente scolastico provinciale, Armando Acri, un incontro per la prossima settimana: "Acri ci ha appena ricevuti - riferisce Saccani uscendo dall'Ufficio scolastico - la settimana prossima chiederemo ufficialmente maggiori garanzie, anche perché quando la coperta è corta i più forti riescono sempre a tirarla dalla loro parte". Cioè: "L'anno scorso, per esempio - spiega fuor di metafora - sono state tagliate classi in istituti professionali pur di conservare corsi in licei, a fronte di ciò chiediamo un trattamento più equo".

Non sarebbe tollerabile anche una guerra tra poveri, da parte di chi manifesta ormai stanchezza e delusione: "Siamo venuti oggi a questo presidio - dice una seconda insegnante - ma siamo consapevoli che qualsiasi richiesta venga dalla gente, dal Paese reale, lascia completamente indifferente questa classe dirigente che pensa ormai solo ai propri interessi". Per Mariagrazia Ziliotti, prof di Diritto e referente del Coordinamento precari Flc-Cgil, "esiste un distacco totale fra i problemi quotidiani dell'Italia e le priorità del Parlamento". Oltre a docenti, sindacato e associazioni presenti in viale Vittoria anche gli studenti universitari dell'Udu. Intanto gocce di pioggia iniziano a cadere sul presidio, Acri passa tra i manifestanti in bicicletta. Le bandiere vengono arrotolate, qualcuno saluta e si allontana.

 



Articolo tratto da: Istruzione: bene comune - http://www.rknet.it/lascuolasiamonoi/
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